Traduzione della pubblicazione presente al seguente indirizzo: 
www.harmreductionjournal.com

Traduzione di Aurelia Bracciforti


Valore della riduzione del danno come strategia di controllo del tabacco

La storia di THR può essere fatta risalire al 1974, con la pubblicazione di un articolo speciale sul Lancet dall’esperto ricercatore britannico sulla dipendenza da tabacco Michael A.H. Russel. Ci sono tanti e diversi approcci alla riduzione del danno. In linea di massima possono essere categorizzati in due gruppi:

1) interventi diversi dal tabacco volti a diminuirne il consumo.
2) prodotti alternativi al tabacco.

La riduzione del danno THR dà modo ai fumatori di ottenere il controllo delle conseguenze della loro dipendenza da nicotina e nella forma più semplice è non intrusiva e unicamente educativa, quindi con una forte logica etica. La strategia è conveniente e oggi accessibile a quasi tutti i fumatori. La riduzione del danno è particolarmente convincente per la nicotina in quanto un sacco di persone ha una forte propensione al suo utilizzo.

La maggior parte degli scienziati e dei commentatori concordano sul fatto che la completa cessazione è il miglior risultato per i fumatori e tutti gli sforzi per rendere i prodotti disponibili più sicuri devono essere parte di una strategia di controllo del tabacco globale intesa a ridurre al minimo l'uso del tabacco attraverso la disassuefazione e la prevenzione (al suo uso). Gli oppositori della riduzione del danno spesso sostengono che fornire più sicure alternative ostacola i fumatori dallo smettere completamente.
Tuttavia, rifiutando di fornire informazioni veritiere in proposito e un accesso a fonti di approvvigionamento di nicotina più sicure, si dissuadono i fumatori dall’abbandonare il più dannoso metodo di assunzione di nicotina, l’inalazione del fumo.

I tassi di disassuefazione possono essere migliorati dal progresso della comprensione dei medici dei fattori predittivi di successo della cessazione del fumo, e alcuni hanno argomentato che sarebbe meglio concentrare gli sforzi per sviluppare e migliorare le terapie farmacologiche piuttosto che promuovere alternative più sicure come il “tabacco senza fumo”.

Attualmente tuttavia, si tende ad una crescente indifferenza e scetticismo da parte dei medici verso l'efficacia dei programmi di disassuefazione dal fumo. 
Inoltre, l'uso di aiuti farmaceutici per smettere e terapie di sostegno comportamentale hanno portato ad un limitato successo nella disassuefazione, e si è sostenuto che la maggioranza degli attuali fumatori continuerà a fumare senza alternative accettabili più sicure.

Pertanto, una strategia efficace di riduzione del danno è legittima.

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